Valentino Rossi al bivio con Ducati.

Valentino Rossi lo definisce “un weekend difficile”, ma sarebbe più corretto parlare di disastro. Un fine settimana corso col fiato corto, sempre a inseguire, a soffrire, con le tenebre ad avvolgere la Ducati ogni volta che spuntava il sole sulla pista di Silverstone. L’illusione del primo turno davanti a tutti con la pioggia, “l’unica volta in cui siamo riusciti ad andare veloci" ammette, poi lo smacco di fare da fanalino di cosa delle MotoGP fino alle qualifiche.

    In gara l’ultimo posto dei prototipi è stato uno smacco evitato solo sul finale, alle spese di Barbera “ma qui ho avuto un sacco di problemi, ho faticato fino dal primo giro – spiega – Avevo molto chattering all’anteriore, soprattutto a centro curva stare con gli altri era impossibile. Ho rischiato anche di cadere due volte, alla curva 1 e alla 15. Poi mi si è rotto anche uno scarico e ho perso un po’ di potenza. Ma non sarebbe cambiato molto”.

    Tutte le mosse sono state sbagliate?

    “Nel warm up avevamo fatto una modifica che mi aveva permesso di guidare meglio, più facilmente. Anche del chattering non c’era traccia, mentre ne avevo sofferto in qualifica”.

    Può avere influito il fatto di avere scelto una gomma posteriore dura?

    “Assolutamente no, con la morbida sarebbe stato peggio, il lato sinistro non avrebbe retto. Almeno così sono riuscito a precedere Barbera”.

    Qual è il problema?

    “Solo uno: non riusciamo ad avere abbastanza grip all’anteriore. Non sappiamo ancora né il perché, né in che modo possiamo risolverlo. Se ci riuscissimo andremmo subito molto più veloci”.

    Come influisce sulla guida?

    “Non aiutandoci l’anteriore a curvare dobbiamo farlo col posteriore. Ma così mettiamo in crisi lo pneumatico che inizia a scivolare, e molto”.

    E’ difficile però spiegare la differenza fra te e Hayden, a fine gara il distacco era di 21 secondi.

    “Lui qui è sempre stato più veloce di me, soprattutto con le gomme nuove, questa pista gli piace. Soffre dei miei stessi problemi in accelerazione ma in entrata di curva riesce a essere rapido, io non lo sono mai stato per tutto il weekend”.

    Qual è il vero livello della Desmosedici, quello della tua o quello della sua?

    “In questa pista quello della sua. Può capitare che su un circuito si trovi meglio un pilota piuttosto che un altro, o che lavori meglio una delle due squadre, ma entrambi siamo comunque lontani dai primi”.

    Quanto pesa la competitività della moto per il rinnovo del contratto?

    “E’ la sola cosa importante, per tutto il resto potrei firmare già adesso”.

    Le MotoGP continuano a non fornire grande spettacolo in pista, perché?

    “Queste moto sono forse troppo perfette, soprattutto dal punto di vista della gestione elettronica, e ti permettono di guidare al 110% in tutte le curve. In questo modo è difficile per il pilota fare la differenza, l’elemento umano è meno importante e superare più difficile”.
 

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