Rossi: via Preziosi? Non è affar mio.

  Ducati conta le ore che mancano ai saluti finali con Valentino Rossi, il primo addio se lo sono detti dopo le qualifiche, quando il Presidente Gabriele del Torchio ha consegnato nel box del numero 46 un regalo speciale all’ormai ex pilota. Gli ha consegnato un cruscotto della Desmosedici, che il Dottore ha accolto con la solita ironia, “lo conosco bene, l’ho visto per due anni. Avermelo dato come regalo d’addio è stato uno scherzo?”. Il pesarese potrebbe non essere l’unico uomo chiave che la Casa di Borgo Panigale non avrà nella prossima stagione, anche Filippo Preziosi sembra essere arrivato alla fine del suo ruolo di Direttore Tecnico. Non si tratterebbe di un vero e proprio allontanamento, ma di un riposizionamento. Però l’ingegnere non sarebbe più a capo del progetto MotoGP.

    Per adesso si tratta solo di voci, che Rossi non conferma che smentisce. “Ho sentito di questa notizia solo dopo le qualifiche, ma non ne so di più. Filippo non mi ha detto niente – afferma – Negli scorsi mesi Audi aveva chiesto la mia opinione su una ristrutturazione del Reparto Corse, ma io non ho mai voluto assumermi una responsabilità che considero troppo grande. Io faccio solo il pilota e l’unica cosa che mi sento di dire è un ‘in bocca al lupo’ a Ducati”. L’ingegnere era stato uno degli artefici dell’arrivo del Dottore in Ducati, ma i rapporti fra i due si erano deteriorati nell’ultimo anno. “Preziosi è un mio amico e da un punto di vista personale mi dispiacerebbe se la notizia fosse vera – precisa Vale – Comunque non pensate che se questa decisione fosse stata presa prima avrebbe influito sulla mia scelta di passare in Yamaha. Ma ora non me ne preoccupo, non è più un mio problema”.

    La GP12, la rivoluzione annunciata a inizio anno è fallita. Lo dimostra anche la quarta fila di Valentino oggi, 11° dietro anche alla Art di Espargaro. Un ennesimo allarme sulla scarsa competitività della moto. “Probabilmente il più grosso problema è quello di non riuscire a sfruttare le gomme – riflette Rossi – all’anteriore non c’è mai stato abbastanza grip e abbiamo sempre faticato a portare in temperatura lo pneumatico. Anche dopo il cambiamento di coperture portato da Bridgestono dallo scorso a quest’anno, io non ho riscontrato grosse differenze. Probabilmente proprio perché non riusciamo a sfruttarle come gli altri”.

    E anche a Valencia si è presentato lo stesso sintomo: “avrei dovuto usare la mescola più dura all’anteriore, ma non ho potuto, sul lato destro non entrava in temperatura – spiega – Però con la morbida su quello sinistro ero al limite, è il motivo per cui sono stato più lento delle altre Ducati. Per la gara bisognerebbe usare la dura, ma è un punto interrogativo, la monteremo e spereremo. E poi dovrò riuscire a centrare una buona partenza per recuperare subito qualche posizione”. Sognare per sognare, tanto vale incrociare le dita per la pioggia. “In quelle condizioni andremmo sicuramente meglio”.
 

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