Rossi: ‘Sic’ voleva essere Lawson.

All’alba della festa per celebrare il 25º compleanno di Marco Simoncelli, in molti si domandavano se Valentino Rossi sarebbe stato presente. Coinvolto, suo malgrado, nell’incidente che ha tolto la vita all’amico e compagno di avventura, Rossi si era volutamente tenuto il più lontano possibile dai riflettori puntati su una tragedia che lo tocca da vicino. Ha fatto lo stesso ieri sera, sfruttando alcuni istanti di buio e silenzio per poi comparire tra il pubblico a inizio spettacolo. Ma Rossi c’era. Non poteva essere altrimenti. A testimonianza di ciò, l'abbraccio tra Valentino e Paolo Simoncelli, che smorza una volta per tutte le polemiche montate dai giornali di costume.

    “L’ironia era la forza di Marco, ed era giusto celebrarlo con una serata del genere – ha detto Rossi – È stato molto emozionante. Prima abbiamo pianto dal ridere, poi pianto e basta. Era il modo migliore per ricordarlo. Sarebbe bello fare una festa del genere tutti gli anni”.

    Particolarmente significativo, un segmento in cui un Marco Simoncelli bambino dice al padre di voler fare "come l’orso e vincere con la moto". "Secondo me, Marco voleva dire Lawson (Eddie, 4 volte iridato in 500, ndr) – ha azzardato Valentino – Perché Lawson era un pilota che piaceva molto al suo papà”.

    Nonostante gli otto anni di differenza, Rossi e Simoncelli avevano una complicità rara. “Sic era un romagnolo puro, con una grande passione per le moto – ha affermato – I ragazzi cresciuti nella mia generazione volevano sempre divertirsi su due ruote, e anche Marco era così”.

    Come molti altri piloti del motomondiale, il ‘Dottore’ onorerà la memoria di ‘Sic’ in pista. “Userò il casco dedicato a lui, anche se solo nei test. Sono cose che contano fino a un certo punto. La cosa importante è che Marco sarà sempre con me, come con tutti voi”.
 

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