Rossi: qui Hayden guida meglio di me.

Valentino Rossi e Silverstone non riescono proprio ad andare d'accordo, nel 2010, primo anno in cui la MotoGP ritornò sul circuito inglese, il Dottore saltò il Gran Premio a causa dell’infortunio rimediato al Mugello, nel 2011 poi disputò la peggiore gara in sella alla Ducati, oggi in qualifica non è andato oltre al 10° tempo, che significa essere l’ultimo delle MotoGP. Non solo, ma l’asfalto del circuito a nord di Londra è stato anche il teatro della sua prima caduta della stagione. Alla curva “Vale”, ulteriore scherzo del destino. “E dire che questa pista mi piace” riflette il ducatista, che però non riesce a far funzionare la Desmosedici fra i cordoli immersi nel verde della campagna britannica.

    “Fatichiamo troppo ad andare forte qui – spiega – In curva arrivo sempre troppo lungo e perdo la traiettoria migliore. Il problema è chiaro, ci manca grip all’anteriore”. La soluzione però non è così immediata, perché per quanti sforzi si facciano ai box, la situazione non migliora. “Sto usando l’assetto che ho provato ad Aragon, un set up che fornisce maggior carico all’anteriore, ma non basta – continua – Peso davanti ce n’è abbastanza, ma non risolve molto. L’origine del problema è un’altra”. Le difficoltà di inserimento limitano le prestazioni del Dottore, “mentre i piloti più veloci riescono a forzare, inserendo la moto in curva coi freni ancora tirati, noi soffriamo” sintetizza.

    Partire dalla quarta fila non è certo un vantaggio per la gara di domani. “La caduta mi ha fatto perdere tempo e poi ci si è messa anche la sfortuna – sono le parole di Valentino – Il mio miglior crono l’ho realizzato con la gomma dura, ne avevo ancora due morbide ma non ho potuto usarle perché è iniziato a piovere. Almeno mezzo secondo avrei potuto limarlo”. Il volo non gli ha lasciato però nessuno strascico, né da punto di vista fisico, né da quello psicologico. “L’air bag ha funzionato alla perfezione, le mi spalle lo ringraziano – scherza Rossi – Le cadute che ti ricordi sono solo quelle in cui ti fai male”. Questo non vuol dire però cercare di capire i motivi. “Non stavo spingendo al limite, avevo già fatto quattro giri per vedere il nostro passo – sottolinea – Quel punto però non mi è nuovo, già nel mattino avevo rischiato e lo scorso hanno, nel warm up, ero caduto”.

    L’asfalto, proprio nel punto di frenata, fa un piccolo dosso: “la ruota anteriore prima si comprime e poi si scarica velocemente, è lì che mi si è chiuso l’anteriore – l’analisi di Valentino – Il fatto che abbiamo poco grip davanti certamente influisce". Ma, chiarisce, “la colpa non è della moto in sé, anzi da quando abbiamo il telaio in alluminio è molto più sicura e sincera. Ti avverte prima di scappare” e una sola scivolata in 6 GP è la migliore conferma alle sue parole. Anche la nuova gomma anteriore non ha colpa, “la vecchia era molto peggio”.

    Non rimane che rimboccarsi le maniche e “domani mattina provare qualcosa di diverso per recuperare quei decimi che ci mancano per essere al livello delle altre due Ducati”. Soprattutto quella di Hayden, che se non fosse caduto avrebbe potuto puntare alla prima fila. “Qui guida meglio di me – dichiara il Dottore – Riesce a inserire la moto più velocemente il curva, ma il suo passo di gara non è troppo lontano dal mio”. L’alternativa è la consueta danza della pioggia e in questo senso il meteo inglese potrebbe essere il migliore alleato. “In quel caso potrei fare una bella gara” assicura Valentino.
 

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