Rossi: non so se sono ancora un vincente.

  Valentino Rossi si presenta alla conferenza stampa di apertura del GP di Indianapolisi per la prima volta da ex, il divorzio con Ducati si è consumato in due settimane caldissime. Il suo futuro sarà targato Yamaha e una nuova avventura si apre. Il Dottore è tranquillo, ma non si lancia in proclami. I 33 anni gli conferiscono esperienza e maturità, necessarie per sapere che la svolta presenta anche incognite. La scelta di dire basta non è stata facile, e Valentino non lo nega: “dopo Laguna Seca ho avuto tempo per pensare per tranquillità al mio futuro – dice - Non nascondo che è un grande peccato, sia per me che per Ducati, oltre che per i tifosi e tutta la squadra non essere riusciti a diventare competitivi. Ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti”.

    Come descriveresti queste stagioni con la Rossa?

    “Difficilissime, non siamo mai stati capaci di migliorare”.

    Cosa ti ha portato al ritorno in Yamaha?

    “Ho deciso che era abbastanza e ho cercato di capire quale sarebbe stata la moto migliore per me per i prossimi anni. Sono triste, perché in Ducati ho trovato delle belle persone e ho anche passato dei bei momenti con loro”.

    Cosa ha fatto la differenza nella scelta?

    “Solo la mancanza di risultati. In questo momento della mia carriera è importante per me ritornare a divertirmi, arrivare in circuito felice. Provare a tornare a combattere per le prime posizioni”.

    Ritroverai Jorge Lorenzo al tuo fianco.

    “Sarà interessante, la situazione è completamente diversa dal nostro primo anno insieme, adesso è lui il numero 1. Io lo rispetto come pilota e lo stesso fa lui con me, non ci sarà più nessun muro fra noi, sono sicuro che faremo una grande squadra”.

    A parte invertite avresti voluto Jorge nello stesso box?

    “Lorenzo è stato molto corretto con me. Quando è arrivato lui pensavo di essere numero 1 della Yamaha e continuare per molto altro tempo, avendola fatta diventare competitiva. Jorge non ha ancora fatto questo, ma ha il potenziale per riuscirci”.

    La tua squadra verrà con te?

    “Penso di sì, ma è un dettaglio di cui non abbiamo ancora parlato”.

    Il contratto prevede anche un tuo futuro in Superbike?

    “E’ ancora troppo presto per parlarne, dipende tutto dai risultati che otterrò nelle prossime stagioni, se tutto andrà bene mi piacerebbe rimanere in MotoGP anche più di due anni ancora”.

    Punti al 10° titolo?

    “Quello è un sogno e insieme un obiettivo, ma prima devo scoprire se sono ancora capace di lottare per le prime posizioni, poi si vedrà. Mi sembra prematuro parlarne adesso”.

    E’ un discorso molto umile.

    “Non avere umiltà in questi momenti sarebbe stupido, sicuramente la situazione è cambiata. Io sono sincero e non so nemmeno io come andrò, dopo due anni così negativi. Sarà una sorpresa scoprire quale sarà il mio livello”.

    Cosa ti aspetti?

    “Non ho in preventivo niente, sono contento di avere un’altra possibilità e penso di potere aiutare molto con la mia presenza, ma so che avrò come compagno di squadra un pilota fortissimo. L’importante per me sarà arrivare le gare sapendo di potere lottare per le prime posizioni”.

    E’ stata difficile la trattativa con Yamaha?

    “Sono sempre stato in buoni rapporti con loro e mi fido. Sono sicuro che mi daranno la moto giusta e i migliori materiali per puntare in alto”.

    Porterai degli sponsor a Yamaha?

    “Queste voci sono solo stronzate, non porto soldi per correre. Inoltre penso che Yamaha sia perfettamente in grado di trovare sponsor da sé”.

    Battere Jorge Lorenzo è possibile?

    “E’ sicuramente difficile, ma prima devo provare la moto e capire quanto sarò veloce. In questo momento non lo sa nessuno, nemmeno io. Jorge ha raggiunto un livello altissimo e sbaglia pochissimo. Fino al 2010 ero insieme a lui, Stoner e Pedrosa, ora devo vedere qual è il mio livello”.

    Cosa non è andato bene in Ducati?

    “La realtà è che non sono mai stato veloce con questa moto, fin dal primo test e poi non sono mai stato capace di migliorare, di fare la differenza”.

    E’ stata un’esperienza umiliante per te?

    “Non posso negarlo, gli aggettivi da usare sono molti. Ma voglio essere chiaro: non abbiamo mai mollato, abbiamo sempre continuare a provarci”.

    Sei cambiato a livello personale?

    “Si dice che si diventi più forti nei momenti più difficili, spero sia vero”.

    Si è incrinato qualcosa in te?

    “A questa domanda di solito gli sportivi rispondono ‘no’. Io invece dico di sì, infatti non so neanch’io quando potrò essere veloce”.

    Non era possibile chiudere l’avventura prima?

    “Purtroppo non era possibile chiudere l’anno scorso”.

    E’stato difficile rifiutare l’offerta di Audi?

    “Non si può dire no a cuor leggero ad Audi, anche perché mi avevano proposto un programma a lunghissimo termine, anche per correre in auto. E’ stata una scelta difficile”.

    Quando sei arrivato in Yamaha la situazione è stata completamente diversa, come mai?

    “Le cose sono cambiate molto nel 2004, la moto è più importante. Quando sono arrivato in Yamaha sono riuscito subito a guidarla bene, anche se era inferiore alla Honda, con la Ducati è stato tutto diverso. Non sono risucito a fare la differenza, poi nel 2003 avevo 24 anni ed ero al massimo della forma. Adesso di anni ne ho 33 di anni e sono qui da un bel pezzo, la situazione è più dura, con piloti giovani e forte. Sono un pilota che ha vissuto due volte: nella prima parte della carriera ho vinto 5 mondiali di fila, una cosa fatta solo da due piloti, poi dopo avere perso ne ho vinti altri due. Adesso inizierà la terza vita, so che sarà dura ma spero di essere competitivo. Se non ci riuscirò, farò delle altre cose”.

    Andrea Dovizioso sembra prenderà il tuo posto, cosa ne pensi?

    “Penso che le cose cambieranno molto in Ducati con l’arrivo di Audi, che porterà soldi ed esperienza. Faccio un in bocca al lupo sia ad Andrea che a Ducati”.

    Vuoi dargli un consiglio?

    “Forse è meglio darlo a Ducati, quello di fidarsi più delle sensazioni dei piloti e meno dei numeri sui computer”.

    Manca ancora quasi metà stagione alla fine del campionato, come la vivrai?

    “Farò il massimo e le motivazioni devono essere al 100% fino alla fine, se no le queste 8 gare diventerebbero eterne”.
 

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