Rossi: il titolo con Ducati e poi smetto.

Il primo appuntamento della stagione per Valentino Rossi è sulla neve di Madonna di Campiglio, in attesa delle ben più miti temperature che troverà a fine mese in Malesia. Cappellino giallo e nero di ordinanza in testa e felpa più bianca che rossa, il Dottore si è presentato davanti ai giornalisti col sorriso per rispondere alle prime domande per il 2012. Se qualcuno si aspettava da lui rivelazioni sulla grande assente di questo Wrooom, la nuova Desmosedici, dovrà però aspettare domani: “sarà Filippo Preziosi a parlarvi della nuova moto – ha affermato – io per adesso l’ho vista solo sullo schermo del computer, ma posso dirvi che è bellissima”.

    Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova MotoGP marchiata Ducati?

    “La moto è cambiata abbastanza, in Ducati hanno fatto un grande sforzo per averla pronta in tempo per il primo test. Non sono preoccupato, sono ottimista e fiducioso. Quando la proveremo capiremo a che punto siamo e se siamo riusciti a smuovere le carte, non mi aspetto che al primo test la moto sia già a posto, ma secondo me sarà abbastanza per capire se abbiamo lavorato bene. Per il 2012 abbiamo organizzato un piano di lavoro più chiaro”.

Nel 2011 invece cosa è successo?

    “Lo scorso anno avevamo capito dalle prime prove che la stagione sarebbe stata molto difficile, dopo 3 giri avevo già capito che non avrei potuto vincere la prima gara. Adesso la situazione è completamente diversa, io sto meglio fisicamente e anche se sappiamo che abbiamo ancora bisogno di tempo il gruppo di lavoro è molto affiatato. Provare a vincere la prima gara è un sogno, realisticamente siamo ancora un po’ lontani, ma forse la nuova moto sarà un miracolo”.

    Durante la stagione poi cosa è successo?

    “Abbiamo cercato di accorciare i tempi, per questo abbiamo portato in pista la GP12 il prima possibile, avevamo visto che con la moto vecchia facevamo un po’ di fatica. Purtroppo abbiamo avuto tanti problemi anche con la nuova e abbiamo incominciato a lavorare per risolverli. Alla fine la moto era un ibrido fra le due, mentre adesso Filippo Preziosi ha progettato una moto completamente nuova”.

    Come ti senti a un anno di distanza dal tuo debutto in rosso?

    “È tutto molto diverso, dodici mesi fa ero in condizioni fisiche peggiori e con l’umore a terra, adesso invece adesso sono in forma e pronto per il primo test. E’ bello lavorare con Ducati, anche se purtroppo i risultati sono stati minori rispetto alle aspettative si respira una bella atmosfera e ci crediamo tutti”.

    Dal 2012 cosa ti aspetti, sarai già pronto a lottare per il titolo?

    “Dire adesso che siamo pronti per vincere il campionato è difficile perché il gap nel 2011 è stato abbastanza grande, il nostro obiettivo è quello di risolvere tutti i problemi passo dopo passo e cercare di essere più vicini ai nostri avversari. Quando ci riusciremo potremo concentrarci sugli ultimi dettagli e per puntare alla vittoria. Non voglio togliermi dai giochi prima di iniziare ma bisogna essere realisti, alla fine del campionato la differenza sul giro dai migliori era di circa un secondo e mezzo che bisogna recuperare”.

    Qual è il punto su cui vi siete concentrati maggiormente nella definizione della nuova moto?

    “In MotoGP la cosa fondamentale per andare forte è riuscire a fare lavorare al meglio le Bridgestone che sono gomme molto particolari, quest’anno non ci siamo riusciti ed è per questo che noi abbiamo sofferto così tanto. Quindi insieme a Filippo abbiamo cercato di pensare a una moto che facesse lavorare le gomme nel modo migliore possibile”.

    Bridgestone potrebbe però cambiare le sue coperture questa stagione dopo i problemi evidenziati da più parte la scorsa stagione.

    “Non serve che le gomme cambino tanto, basta un pochino, loro sanno come possono aiutare i piloti. Spero che sia Bridgestone che noi lavoreremo nella stessa direzione. Abbiamo solo bisogno di un po’ di aiuto da parte loro, hanno già dimostrato di potere fare i migliori pneumatici del mondo, come nel 2007”.

    Questa stagione segnerà anche il ritorno delle 1000, cosa ne pensi?

    “Le mille saranno un po’ più divertenti da guidare ma purtroppo saranno più simili alle 800 rispetto alle vecchie 990, ci sono molti più aiuti elettronici e le gomme sono diverse. La moto però va forte e il motore mille è più divertente e facile da guidare, permette di derapare di più e quindi penso sia un passo avanti. Spero inoltre che la cilindrata piena dia una mano anche per i piloti fisicamente più massicci, come me o Hayden, perché con 800 perdevamo tanto dai piloti più leggeri”.

    Il tuo contratto con Ducati scade a fine anno, quando incomincerete a incontrarvi per un eventuale rinnovo?

    “Penso che ne parleremo durante la stagione, ma non vorrei farlo troppo presto per non rischiare di perdere la concentrazione sul campionato in corso”.

    Tutti i top rider sono in scadenza, un tuo ritorno in Honda o in Yamaha nel 2013 è da escludere?

    “La situazione del mercato piloti durante la stagione si farà certamente interessante, ma mi sembra poco probabile un mio ritorno su una moto giapponese. Mi piacerebbe cercare di vincere con la Ducati e poi probabilmente smettere, ma non prima di avere corso ancora qualche anno e essermi tolto qualche soddisfazione che ancora mi manca. Diciamo che per adesso vorrei continuare a correre in moto, fare almeno un altro contratto (altri due anni NdR)”.

    Quindi la tua voglia di correre è ancora intatta anche dopo tante stagioni nel motomondiale?

    “La fame è la stessa di prima, mi sento ancora molto veloce, quello che è cambiato, ma è una cosa naturale, è la mia età, sono ormai uno della vecchia generazione. Ma ho ancora voglia di correre e penso di essere molto competitivo, bisogna solo essere nelle condizioni giuste per dimostrarlo e ci proveremo”.

    I tuoi rivali non ti faranno sconti, è ancora possibile dominare un intero campionato come hai fatto in passato?

    “Le cose sono cambiate, non è solo un problema della Ducati ma anche mio, mi devo confrontare con avversari molto forti e più giovani. Per me adesso è più difficile fare la differenza e vincere 10 o 11 gare in una stagione come qualche anno fa”.

    Anche la Honda ha fatto una grande differenza.

    “Lo scorso anno la Honda ha deciso di vincere, ha messo sul piatto un budget che nessun’altro può permettersi e ha fatto una moto incredibile. Penso che questa tecnologia sarà trasferita anche sulla 1000, ma spero che anche Yamaha e noi saremo più competitivi per avere un campionato più bilanciato”.

    In pista troverai poi anche i piloti dei CRT, cosa ti aspetti?

    “Sarà una stagione importante per capire le potenzialità di queste nuove moto e spero che la differenza nei tempi sul giro con i prototipi non sia troppo grande e che diminuisca nel corso dell’anno. In un mondo perfetto avremmo 24 MotoGP in griglia, ma sfortunatamente ora senza CRT saremmo solo 12 e questo non è possibile per un Mondiale. Le CRT non sono una scelta, ne abbiamo bisogno”.

    Il regolamento da questa stagione permette ai piloti ufficiali di prendere parte ai test con molta più libertà rispetto al passato, come cambierà il vostro lavoro?

    “L’impegno del test team sarà più o meno lo stesso, con il vantaggio che io e Nicky potremo provare la moto quando sarà importante farlo. Penso che con 18 Gran Premi in una stagione e 8 o 10 giorni per provare la moto si sia raggiunto un bilanciamento corretto”.

    Se guardi al futuro vedi le quattro ruote all’orizzonte, visto anche lo sponsor automobilistico di Ducati?

    “Il rally è sempre una mia grande passione e a Monza mi sono divertito molto a lottare con Loeb, penso che quando smetterò con le moto farò qualcosa in quel mondo, magari non tutto il campionato ma qualche gara sicuramente. Non ho mai nascosto la mia passione per le auto, nel 2006 ho avuto l’occasione di provare la Mercede DTM ed è una delle macchine più divertenti che abbia mai guidato, mi piacerebbe fare qualche gara ma sono tutti progetti per quando smetterò con le moto. Quest’anno non ho programmi sulle quattro ruote, anche se un giro sul vecchio Nurburgring sarebbe una bella esperienza”.

    In inverno vi allenate molto con le moto in fuoristrada, cosa che è costata una frattura sia a Hayden che a Dovizioso. Non è troppo pericoloso?

    “E’ il nostro lavoro, abbiamo bisogno di salire in moto per allenarci e migliorare il nostro stile di guida. Quando sali in sella è sempre pericoloso e soprattutto se fai motocross, ma per noi è importante allenarci con quel tipo di moto o anche con il flat track, per migliorare la nostra sensibilità nelle derapate. Bisogna fare attenzione e anche essere fortunati”.

    Nelle scorse settimane c’è stata una polemica dopo una dichiarazione di Paolo Simoncelli in cui ha detto che non ti sei più fatto sentire dopo il funerale di Marco. Cosa rispondi?

    “Io sono in ottimi rapporti tanto con Paolo che con Kate, la sua fidanzata, che verrà a lavorare nella mia società. Continuo a vedermi con gli amici del Sic e anzi stiamo preparando con Mauro Sanchini un filmato con immagini inedite di quando giravamo alla cava. Penso che in queste situazioni una mezza parola venga usata per fare un titolo, ma secondo me è una polemica che non esiste”.

    Ultima domanda, hai fatto progetti per il nuovo anno?

    “Da un punto di vista personale spero rimanga tutto com’è adesso. Ma sarà un anno importante per noi, fare delle belle gare è il primo obiettivo”. 

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