Rossi: ho pensato ad arrivare in fondo.

 “Almeno non sono caduto e ho preso un po’ di punti” l’unica soddisfazione che riesce a trovare, seppur quanto mai magra.

    Nel warm up sembrava avere ritrovato un po’ di speranza, ma non appena le temperature si sono alzate i problemi si sono di nuovo acutizzati. “E’ stato un weekend difficilissimo - ammette - soprattutto nel pomeriggio. La mattina andavo meglio, nel warm up giravo in 1’40” di passo e l’obiettivo in gara era quello. Invece dopo tre giri dalla partenza la gomma posteriore ha iniziato a scivolare, ho cercato di stare con i piloti che mi precedevano ma lo sterzo si è chiuso due volte e ho mollato. Ho cercato solo di non fare l’errore di Laguna Seca e di arrivare in fondo”.

    La doppia trasferta oltreoceano non ha sorriso al pesarese e le due piste statunitensi hanno sollevato lo stesso problema. “Faccio più fatica del solito quando la pista gira a sinistra – spiega - Qui non sono mai stato veloce come in altri circuiti, però con questa moto faccio veramente tanto fatica e non so il perché. A destra, frenata e entrata di curva sono più rapide, e anche la mia posizione in sella cambia. A sinistra non riesco a tenere la mia normale impostazione e non mi era mai successo prima, anche se un po’ di differenza fra le due svolte l’ho sempre avuta”.

    Un altro mistero da aggiungere alla collezione rossa e che probabilmente non avrà mai risposta dopo l’annuncio dell’addio. Rossi si aggrappa però alla speranza di migliorare nell’ultimo scampolo della stagione. A partire dai test di Misano, in cui sarà impegnato il 5 e il 6 di settembre. “Ho chiesto io di provare – sottolinea - perché bisogna impegnarsi al massimo per fare una bella gara su quella pista due settimane dopo. Sarà un test importante, avremo delle novità da provare alla ciclistica in previsione delle ultime gare. Non so se il nuovo motore sarà già pronto. Speriamo di fare un passo avanti, mancano ancora sette gare, dobbiamo cercare di essere più competitivi, è ancora lunga e se non miglioriamo rischia di esserlo ancora di più”.

    Con i risultati deludenti in casa, non resta che guardare a quelli degli altri. Pedrosa è stato autore di una gara quasi perfetta e Valentino non è stupito: “per andare così forte devono combinarsi un insieme di cose – commenta - Come ti trovi sulla pista, che ricordi hai, passando dai risultati passati, oltre a come si adatta la moto. La Honda qui è andata molto forte, anche Casey senza l’infortunio poteva giocarsi la vittoria, ma Dani aveva qualcosa in più, anche nel 2010. Riesce anche a sfruttare meglio anche gli pneumatici”.

    Ora non resta che salire sull’aereo e prepararsi per Brno, manca solo una manciata di giorni. “E’ una pista che mi piace – dice - e dove l’anno scorso con la Ducati avevo fatto una gara abbastanza buona, anche guardando al distacco finale”.
 

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