Rossi: Hayden mi ha indicato la strada.

La posizione finale è poco migliore di quella del Qatar, 9° invece che 10°, e anche il distacco dal primo non è molto diverso, ma in Spagna il Valentino Rossi del dopo gara è completamente diverso. Non c’è più quella delusione che appannava l’azzurro degli occhi, quella rabbia che lo ha portato alle dichiarazioni che sono risuonate come un aut aut nel deserto. “Succede quando non riesco a guidare la moto, allora mi lascio prendere dallo sconforto, ma oggi è stato diverso” chiarisce il ducatista. Le parole di ieri non sono state gettate al vento, lui e la sua squadra hanno veramente provato a cambiare, ad adattarsi alla moto e oggi c’è stato il primo tentativo. “E i risultati sono stati buoni – libera subito il campo da ogni dubbio – Sono partito alla cieca, con un nuovo set up, più ‘Ducati style’ che mi ha permesso di frenare forte e inserire meglio la moto in curva” l’opposto di ieri.

    Le nuove regolazioni sono molto simili a quelle che usa il suo compagno di squadra: “è dai test che Nicky segue questa strada, io avrei voluto provarla già venerdì, ma la pioggia me lo ha impedito, siamo stati sfortunati – spiega il Dottore – Devo però ancora abituarmi al differente assetto, per questo ad inizio gara ho fatto un po’ di fatica e ho perso molto terreno, ma una volta preso il ritmo ho fatto dei tempi interessanti, in linea con quelli di chi ha ottenuto la sesta posizione”. La stessa per cui è stato in lotta Hayden fin dall’inizio della gara: “il nostro potenziale è quello – ribadisce Valentino - e per raggiungere quei risultati devo impegnarmi come quando lottavo per la vittoria”. Rossi rispedisce al mittente ogni dubbio sulla sua voglia o su presunti cali dovuti all’età: “le motivazioni non mi mancano, calano solo quando non riesco proprio a guidare , ma mi sembra di essere ancora abbastanza veloce e competitivo”. Lo pensa anche Lorenzo che accoglierebbe a braccia aperte il Dottore se il prossimo anno volesse tornare in Yamaha: "lo devo ringraziare - gli ha risposto - Jorge ha sempre dichiarato di essersi trovato bene con me e di avere imparato molto. Ma per parlare della prossima stagione è troppo presto, prima pensiamo a fare andar forte la Ducati".

    Per adesso è riuscito a vincere la lotta con l’immancabile Barbera: “una sfida all’ultimo sangue – ha scherzato Rossi – peccato che Hector passato il traguardo non mi abbia subito stretto la mano, ci sono voluti due tentativi”. Il comportamento in bagarre è comunque uno dei punti deboli della Desmosedici: “costringe a traiettorie obbligate, è come essere sui binari – afferma Vale – non permette grandi improvvisazioni, utili quando c’è da superare un avversario”. Fa parte del DNA della Ducati, quello che il campione sta cercando di capire e a cui adattarsi. “Questa moto è relativamente più bassa e lunga delle giapponesi e io ho cercato di stravolgerla troppo” ammette.

    Le potenzialità comunque ci sono: “abbiamo margini di miglioramento e già dalla prossima gara potremo fare dei passi avanti – dichiara speranzoso il campione di Tavullia – L’importante sarà anche lavorare bene da subito nel weekend, la posizione in griglia è fondamentale per fare una buona gara”. La strada è tracciata: “sono stato chiaro nelle mie richieste con gli ingegneri e ogni volta che scendo in pista sono convinto di avere visto giusto” ha concluso Valentino. L’ennesimo bivio, confidando che questa volta l’ago della bussola indichi la direzione giusta.
 

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