Rossi: da Ducati un'offerta al ribasso.

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 A Valentino serve una vacanza, dopo avere lasciato Laguna Seca dalla sabbia della via di fuga ha bisogno di tempo, per riflettere sul suo presente e sul suo futuro. Un altro GP è scivolato tra delusioni e botte sull’asfalto, due in tre giorni. L’ultima a due giri dalla bandiera a scacchi, che non gli avrebbe consegnato nulla di più di un 8° posto. “Alla staccata del Cavatappi appena ho toccato il freno mi si è chiuso l’anteriore – spiega Rossi - Non me lo aspettavo, non stavo spingendo, il distacco da chi mi precedeva e da chi mi inseguiva era ampio, stavo solo pensando ad arrivare alla fine”. Non l’ha mai vista e il motivo del ruzzolone, “ad alta velocità, per fortuna non mi sono fatto niente”, non è ben chiaro. “Abbiamo anche guardato i dati della telemetria e ho fatto le stesse cose del giro prima - continua – mi ricorda la caduta di Silverstone”.

    Su questa pista il Dottore ha faticato più del solito, moto e pilota non sono mai entrati in sintonia. “Per tutto il weekend abbiamo faticato a fare entrare la gomma davanti in temperatura – osserva – Anche a fine gara lo pneumatico anteriore sembrava nuovo, come se si fosse raffreddato e non avesse lavorato”. Un problema che invece Hayden non sembra avere avuto ed è riuscito a fare una corsa all’attacco. “Bravo, fatto una bella gara – ne riconosce il meriti – Dalla prima volta che ci sono salito sopra, questa moto mi soffre, forse per come sono fatto. Per esempio a me si impenna di più rispetto a Hayden e lui riesce a entrare più forte in curve, anche perché abbiamo due stili di guida molto diversi. Ha avuto anche più tempo per adattarsi, ma io faccio comunque più fatica”.

    La sfida interna è incerta, “in gara sono arrivato davanti più volte davanti io, ma ce la giochiamo – dice Valentino - Con questa moto conta molto anche il fatto che una squadra che abbia esperienza. Per un capomeccanico e un pilota che arrivano da una moto giapponese è difficile adattarsi. E’ vero che la situazione è molto cambiata in MotoGP negli ultimi anno e che con queste moto il pilota riesce a fare meno la differenza, ma io con questa moto ho sempre fatto tanta fatica”.

    Rossi tocca un nervo scoperto e ne è ben conscio, se deciderà che il futuro sarà in rosso davanti a sé avrà quella che definisce “una scommessa”. Dovrà fidarsi e a controbilanciare l’azzardo non ci sarà neppure quella offerta irrinunciabile dal punto di vista economico di cui si vociferava. “Ducati l’offerta l’ha ritoccata, ma al ribasso non al rialzo. Lo capisco i tempi sono difficili e arrivo da due annio difficili – sottolinea - Fortunatamente i soldi non sono così importanti per la mia scelta, e comunque rimanendo guadagnerei di più che ad andarmene”.

    Cosa attira ancora Valentino verso Borgo Panigale? “Da una parte – risponde - il fascino di migliorare la Ducati e vincere è più alto che qualunque altra cosa. Poi penso che nessuno nella storia della classe regina abbia mai vinto con tre moto diverse. La posta in palio è più alta ma è più difficile. Dall’altra sembra che con l’arrivo di Audi cambieranno molte cose, so che molta motivazione per migliorare la situazione, rimanere vuol dire fare una scommessa a lungo termine”. Il campionissimo sa di meritarsi una moto competitiva e “ci sono due strade per arrivarci – dice - o cambiare e avere una sicurezza o restare e fare un salto nel buio”.

    Una cosa lo preoccupa soprattutto: “il fatto che fino ad ora non siamo riusciti a migliorare niente e i problemi sono sempre gli stessi, è frustante” ammette. Il paragone con la Ferrari non è calzante e Rossi spiega il perché. “A inizio di campionato anche loro erano in difficoltà e Alonso ci ha messo molto del suo per portare a casa tutto quello che era possibile –spiega - Però poi ce l’hanno fatto a risolvere i problemi mentre noi no. Il più grande è che l’anteriore non appoggia abbastanza per terra, è una cosa talmente importante che se riuscissimo a risolverlo la moto potrebbe diventare competitiva in poco tempo”.

    E’ questa la scommessa di cui parlava, riuscire dove si è fallito per un anno e mezzo. Contando sull’appoggio di Audi. “Sembra che ci sia la voglia di cambiare, so che di gente brava in Ducati ce n’è – conferma - Bisogna però ancora capire quanto Audi sarà motivata e come deciderà di intervenire, come funzionerà il reparto corse e quanto sarà importante è la MotoGP per la nuova proprietà”.

    Se vuole sicurezze dovrà cambiare e la possibilità è solo una, la Yamaha. “Ho anche altre possibilità ma non da ufficiale – specifica - Honda invece non l’ho proprio capita, mi aspettavo un’offerta da parte loro, ma lì c’è Livio Suppo (il direttore marketing ndr) che non mi può vedere e le porte sono state chiuse”. Lorenzo invece ha dimostrato a più riprese il piacere di riavere Valentino al suo fianco. “Jorge è sempre stato molto bravo con me in questi anni difficili, fra tutti è quello che ha mostrato più rispetto, lo posso solo ringraziare – commenta - In questo mondo c’è tanta gente invece a cui piace creare aspettative ma poi gli da gusto massacrarti se li deludi. Comunque le trattive con Yamaha sono molto avanti”.

    Non resta che decidere, ma quando? “Io ho preso sempre le mie scelte in un certo modo, in un posto dove potevo pensarci con la mente libera e questo succederà nei prossimi giorni. Adesso vado in vacanza e ci rifletterò bene – promette - Non è una scelta facile”.
 

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