Assen, la qualifica, Rossi: la Ducati non si fida di me.

Un’altra prestazione opaca, l’ennesima quarta fila dopo le qualifiche, 10° a 1”344 da Stoner. Valentino Rossi è insofferente, si ritrova ancora una volta a ripetere gli stessi problemi: “non abbiamo trazione e se modifichiamo la distribuzione dei pesi, caricando maggiormente il posteriore, la moto diventa difficile da guidare”. La classica coperta corta, se si migliora da una parte si peggiora dall’altra, e viceversa. Il problema è noto, da mesi, ma la soluzione tarda ad arrivare e il Dottore sembra avere esaurito la pazienza.

    Non importa che non sia riuscito a sfruttare la gomme morbida a causa degli scrosci di pioggia. “Partire una o due posizioni avanti non cambia molto, in gara faticheremo, lo pneumatico posteriore non regge – ammette – I problemi che abbiamo sono chiari bisognerebbe incominciare a fare qualcosa per risolverli”.

    Non si fa abbastanza?

    “La Honda, che ha una moto competitiva, ha portato qui un nuovo telaio per risolvere i problemi di chattering. Anche noi dovremmo lavorare sulla parte ciclistica”.

    Non c’è niente in cantiere?

    “Per quanto riguarda il motore sì, ma per quanto riguarda la ciclistica non mi sembra che ci sia un piano di sviluppo”.

    Come ti spieghi questa situazione?

    “Forse in Ducati pensano che quello che diciamo noi piloti non sia vero, oppure che sia sbagliato”.

    Ne hai parlato con Filippo Preziosi, non hai ricevuto una risposta?

“Gliel’ho detto già tre o quattro mesi fa e non ho saputo nulla. I problemi li abbiamo sia al motore che alla ciclistica, per i secondi non mi sembra che ci sia un piano per risolverli a breve”.

    Sembra un ultimatum.

    “Quello che sto dando è un consiglio. Bisogna fare un piano preciso e fidarsi della sensazioni dei piloti per cercare di migliorare”.

    C’è un tempo limite perché questo accada?

    “Non servono scadenze, ma idee. Per il motore ci sono già, per il resto no”.

    Il problema ha origine da Filippo Preziosi?

    “Questo non lo so”.

    Stai guardando ad altre strade per il futuro?

    “Non è cambiato niente dai giorni scorsi, mi piacerebbe rendere la Ducati una moto competitiva”.

    Ci sono voci che ti vogliono alla Yamaha.

    “Non ne so niente. Non è che io ieri sera abbia firmato un contratto con qualcuno”.

    Meglio parlare di calcio, cosa dici sulla finale Italia contro Spagna?

    "Sono due squadre che si sono meritate di ottenere quei risultati, noi siamo stati più bravi in semifinale però".

    Un pronostico?

    "Dico 50 e 50. Però la Spagna è favorita".
 

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