Su "Riders" Valentino e Graziano Rossi faccia a faccia.

Padre e figlio. Graziano e Valentino Rossi. Non avevano mai posato insieme per un servizio fotografico. Mai si erano aperti fino a dichiarare particolari intimi delle loro vite. Un esempio? Valentino che rivela: “Vorrei diventare papà. Però di una bambina più che di un bambino. Perché? Boh, perché mi piace”. È il risultato di un faccia a faccia inedito organizzato dal mensile Riders, in edicola dal 6 agosto: quello tra Graziano Rossi e suo figlio Valentino, dove Valentino si mette le bretelle (accessorio sempre e comunque indossato da suo padre) e Graziano finge di mettersi la sua tuta del Fiat Yamaha Team.

    IL RIAVVICINAMENTO DOPO LA BUFERA TASSE

    Uno il contrario dell’altro, più simili di quanto non vogliano dar a vedere: leggeri, estrosi, autoironici. Non si sono mai detti “Ti voglio bene” eppure se Graziano glielo dicesse Valentino risponderebbe: “Anch’io”, mentre se capitasse il contrario, Graziano guarderebbe suo figlio e gli direbbe: “Vale, ma ti senti bene?”. L’incontro avviene a un anno dalla bufera tasse che coinvolse il pilota della MotoGP e il suo ex entourage. Non a caso.

Valentino: “Graziano, ultimamente il nostro rapporto si è riavvicinato molto…Intendiamoci, anche prima andavamo d’accordo ma avevi capito prima di me che c’era qualcosa da cambiare. Avevi ragione. Ora sei una parte fondamentale della mia organizzazione: sei amministratore delegato della società Vale 46 e il mio mentore”.

    LA FILOSOFIA DEL TRAVERSO TRASMESSA DA PADRE A FIGLIO

    Graziano ha vinto tre gare in 250 nel ’79, Valentino, 7 volte campione del mondo, è ormai una leggenda del motociclismo. Graziano spiega come ha fatto a indottrinarlo: “Avrai avuto tre anni ed eri completamente vittima delle mie mattate. In una zona industriale misi dei birilli in modo da formare tre - quattro curve e con una corda attaccai la macchinina a un motorino… tu stavi nella piccola auto che, chiaramente, ad ogni curva, andava di traverso: già stavi imparando a controllare il volante in controsterzo e ti divertivi come un pazzo. In questa immagine c’è la nostra vita o comunque la parte veloce della nostra vita”.     “NON E' UNO SPORT PER CODARDI” 

    La più grande strigliata ricevuta da Valentino? Quella volta in cui rinunciò alla bagarre. Vale: “Tu non mi hai mai spinto ad andare in moto ma a me piaceva da matti e ti rompevo per portarmi a correre con le minimoto. Per un periodo, però, c’è stato un certo Benelli che andava più forte di me. E una volta mi si è attaccato dietro, io ho avuto paura, mi sono spostato e l’ho fatto passare… Quando sono tornato ai box hai preso la minimoto l’hai sbattuta in macchina e hai detto: “Adesso andiamo casa perché alla bagarre non si può rinunciare, questo non è uno sport per codardi”“. 

    LE DONNE E LE STRANEZZE

    Entrambi accerchiati da donne: tante per Vale , Stefania e Lori le più importanti per Graziano con la figlia Clara. “Diciamo che a donne siamo pari, dai” stuzzica Valentino. Graziano ride: “Non è vero. Io e te forse siamo stati pari quando io avevo già 40 anni e tu 16. Un mese fa ti ho cercato invano per tre giorni, poi sono uscite le foto di te con una mora sulla barca e ho detto “Finalmente ho capito dove c.... eri!”.

    Graziano e Vale sono due campioni anche di estrosità. Graziano: “Vale tu hai un affiatamento particolare col sonno, non ti sveglieresti mai”. Vale: “Tu invece sei pigro, anche se ti alzi alle 7 del mattino non hai mai voglia di fare un c....”. Graziano spiega al figlio il perché tutte le mattate che ha fatto e continua a fare, compresa quella di dormire in auto durante le trasferte europee della MotoGP e quella famosissima della gallina portata la guinzaglio come se fosse un cane nel centro di Pesaro: (“Si chiamava Cristina, era un po’ addormentata e per ringalluzzirla la portammo a avedere i polli morti da un macellaio”) 

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